giovedì 2 aprile 2009

BEST GLOBAL BRAND 2008 - accorgimento

In relazione al mio precedente post, sono venuto in possesso di ulteriori e più specifiche informazioni per quanto riguarda il metodo di valutazione dei brand da parte dell'organizzazione Interbrand.


Il cosiddetto "modello Interbrand" parte dall'assunto che il valore di un brand non si può rilevare analizzando lo stesso in maniera globale ma è necessario incentrare l'analisi su ogni specifico segmento-target. In poche parole, il valore complessivo dipende da quello che assume ogni singolo segmento.


Il valore di ogni singolo segmento deriva dalla moltiplicazione tra Ve, valore effettivo del brand (composto dagli elementi tangibili ed intangibili) e Vp, valore potenziale, ponderando tutto per R, rischio d'investimento in quel brand.

Ve è composto da 2 elementi : elementi tangibili, rilevabili quindi da analisi finanziaria + elementi intangibili, quantificabili mediante l'utilizzo dell'indice EVA (Economic Value Added, metodologia per il calcolo del rendimento di un investimento. Lo scopo del modello è quello di compensare alcune lacune derivanti da determinati indicatori contabili, ad esempio il risultato economico d'esercizio, il Return on investment o il Return on equity. Essi, infatti sono calcolati su dati storici senza una vera prospettiva reddituale futura, fortemente influenzati da regole giuridiche e fiscali ed infine derivanti da aspettative contrastanti relative ai destinatari dell'informazione).

Vp viene calcolato utilizzando un'analisi consumer based, mediante l'indice RBI, individuando i principali criteri di scelta dei consumatori.

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